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Forcola come agglomerato urbano non esiste, e il toponimo amministrativo. Il Comune di Forcola è composto dalle frazioni: Sirta e Selvetta. La grande cupola della chiesa di S. Giuseppe di Sirta, che ben s'intravede tra i verdi prati del fondovalle, subito dopo l'abitato di Ardenno, è la più ampia di tutta la provincia di Sondrio ed è interamente ricoperta di tegole in ardesia. Un punto di riferimento sicuro per tutti gli abitanti che nell'ultimo secolo scesero verso il fondovalle stabilendosi nelle frazioni di Sirta e Selvetta. Il termine "forcola" è usato per indicare una biforcazione. È attribuito ad alcune località alpine poste ai bivi di una strada o di un passo. La funzione qui è la medesima, indicare il bivio che da Sirta porta a Campo Tartano, attraverso la bella e selvaggia Val Fabiolo.
Nell'antichità il torrente Tartano scendeva dalla Val Fabiolo. Una valle angusta con speroni rocciosi e poca terra. Poi a causa di un fenomeno di escavazione torrentizia ha tracciato l'attuale letto passando per Campo Tartano. Il Comune di Forcola era anticamente composto da frazioni sparse sugli alti versanti boschivi della Val Fabiolo. Nel secolo scorso si sviluppò verso il piano dopo la bonifica del fiume Adda effettuata dagli austriaci nel 1830. Il suo territorio si estende fin dentro la Val Tartano essendo le contrade di Cà e Somvalle, confinanti con Campo, amministrate dal Comune di Forcola. Dal fondovalle a 1000 m di quota, con un ambiente naturale, che è più impervio che accogliente ma che presenta ancora oggi i segni dell'antropizzazione nei suoi piccoli centri e nei pascoli estivi. Un territorio vasto ricco di bosco ceduo con castagni secolari e costellato di centri abitati e non: Alfaedo, Lavisolo, Al Prato e Foppa e la bellissima località alpina di Sostila. 
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